Parole di corpo che scagliano immagini
immagini di corpo che scagliano parole
corpo che scaglia colpo
colpo che turba corpo
Sara percorre danze che ripartono da immaginari legati ai corpi femminili. corpi giovani, sformati,smostrati, urlanti, vagiti, cretti, decrepiti , stanchi , sfamati, logori, pelosi,sorridenti,bucati, sfranti, detriti, rossi, urlati
senza parole oggi , con questi corpi, con questi colpi.
Sara Sguotti, artista italiana, interessata al corpo singolo e collettivo. Attratta da tutte le forme di micro collettività e amante dei grovigli di pensieri. La sua pratica coreografica spazia dalla ricerca in spazi solitari e intimi, all'altrove immaginativo.
Lavora e collabora per Compagnia Virgilio Sieni
La performance viene tenuta in una sala al Museo della città, in una sala spoglia di spiccanti ornamenti, ma circondata dal bianco quasi scialbo ocra delle mura sulle quali vi erano degli affreschi angelici e delle statue in leggero rilievo. Dal tetto vi entrava una leggera luce solare che illuminava lo spazio in cui Sara si sarebbe esibita.
Ella seguita a segmentar paroline sullo sfondo di noti strumentali lievi e ridondanti. Continua l'esibizione con il corpo stavolta. Un corpo che dalla sua leggerezza si tralascia e si abbandona al suo ascolto. Il corpo leggero che ascolta e si abbandona alla leggerezza del pensiero. Poi il pensiero diventa pesante e con esso anche il corpo diventa un macigno. La costrizione sociale , ci colloca verso una dimensione di quasi castigare il corpo, parcheggiandolo e non muovendolo più. L'epoca capitalistica, in cui ad abbondare vi sono le ore trascorse su dispositivi minuscoli , ci immobilizza,'in questa 'rete globale di connessioni'. Con i cellulari , ci si immobilizza, si parcheggia il corpo che decide di prendere un letargo anche eccessivo, pure quando la nostra mente dice basta , adesso è tempo di andar a spaziare. Il corpo che s'immobilizza e fa qualcosa anche quando la mente chiede disperatamente per esso di attivarsi in maniera diversa. Il corpo che diventa pesante con l'uso di estensioni sociali( cellulari, televisioni, oggetti che ci fanno immobilizzare ), anche quando la mente vuole andare via. La mente che diventa pesante anche quando il corpo vuole fare altro, vuole spaziare su altro. La mente e il corpo che si appesantiscono e si immobilizzano , macigni che devono dunque essere trasportati per chi sa dove e chissà come o quando.
ed invece il corpo e la mente che si alleggeriscono e seguono il loro destino.
This article is intended as a personal reflection and philosophical analysis of the work of Sara Sguotti e Spartaco Cortesi. All references to the original work are made solely for the purpose of celebration and constructive critique of the performance. All rights to the work belong to its respective authors.
Performance attended on: [12-11-2025 > Venue: [Sala del Grande Rettile del Museo della Città ]
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