Ma a che serve la luce? What is light for?

Published on 5 March 2026 at 09:30

Oggi 27 novembre, in occasione dell'Anniversario dei 50 anni di morte  di Pier Paolo Pasolini , il teatro Pergola di Firenze, ha offerto un'assaggio  di 'Le ceneri di Gramsci, omonima poesia di Pasolini contenuti nella raccolta '  Il vangelo secondo Matteo', e che quindi interpretata dall'artista coreografo internazionale Virgilio Sieni. Lo spettacolo di danza ha invitato alla riflessione. 

Quello che ha più colpito l'audience all'entrata in parterre , è stato proprio il nuovo spazio geografico limitato, in cui lo spettatore  doveva abituarsi a stare, osservando il Sieni. Infatti il parterre questa volta, occupava una parte del palcoscenico, in cui appunto quasi a capeggiar vi erano le sedie in tela rossa su cui il pubblico si trovava a sedere.  Il parterre è adiacente o meglio dentro il palco. Questa è una tecnica teatrale volutamente 'costruita', che invita il pubblico a sentirsi meno indaffarato e meno rigido nell'osservanza di quei movimenti dell'artista che possono rendere scomodi chi li osserva. Il Sieni infatti dondola con il respiro dell'osservanza, non distaccata. L'artista vuole sentire la gente, il suo caloroso sguardo che si scioglie o si irrigidisce quando i movimenti diventano più o meno acuti. Il percepire l'altro diventa materia cuneiforme , materia su cui l'artista riesce a scolpire il suo gesticolare nell'infinita steppa del suo corpo e oltre. 

Virgilio Sieni inizia il suo inedito danzato, ponendosi centralmente nel palco,  discostato con proiettato un quadro dietro di  Pietro della Francesca, Il Battesimo di Cristo, in cui egli identifica le figure e le movenze di quei corpi stanti, in una parsimoniosa danza di gesti. Cosi come nel dipinto di Pietro Della Francesca, in cui le figure sono disposte a lasciar trapelare degli abbagli di luce in diverse zone del corpo, cosi il danzatore si articola  in una movenza articolatamente fluida  in cui vengono posti in luce diverse parti del corpo. L'arte della sua gestualità infatti consiste proprio nel mettere in luce quei punti fisici e mentali ombrosi del diventare umani ogni giorno. La luce si presenta in scena :l'elemento luminoso che illumina il corpo è un tipo di azione che viene messo in evidenza anche quando appaiono tutti quei meandri dati dalle penombre , dai notturni e dai piccoli bagliori. Tutti noi viviamo di luce, c'è quella che ci illumina da fuori ed esiste anche una luce interiore.. la luce serve appunto, per illuminare gli esseri umani, per renderli consapevoli, e dunque fare in modo che essi siano presenti ai fatti del mondo e del proprio tempo.  La luce viene sgretolata tramite il disfarsi del gesto , e poi ricomposta nel suo ricomporsi. Dunque qui il gesto si mescola alla parola ingrigita  o sgretolamente piena di luce ..In questa complessità felice, credo che il risultato sia una bellissima prova di scena : non si tratta di dire soltanto la parola di Pasolini in maniera fluviale, ma come dicevamo è come se venisse continuamente sbriciolata. Il pubblico si trova ad ascoltare una phone: partendo dal significato della parola si entra in un meccanismo legato all'origine geografica e morfologica della parola stessa. E cosi procede anche il gesto presente in scena : queste due linee, i vocaboli, i movimenti, vanno avanti parallele.  

Qui dunque, il contemporaneo è una mescolanza tra passato, presente e futuro. è una nostalgia continua che alberga nel cuore dell'esistenza. Il passato ci chiama, appellandosi a quello che segue il nostro tempo. Il contemporaneo,  si presenta a noi ogni qual volta che  si voglia fare i conti con il passato. Come fa un autore, intramontabile , come Pasolini a non entrare dentro  tutto ciò che rappresenta la trama di un corpo, l'essenza di un'artista. La danza diventa quindi un linguaggio verbale entro cui circoscritti vi sono i movimenti che danno una mano a non parcheggiare il corpo né  la parola.  La danza , dunque , è un dispositivo che potrebbe salvarci dalle patologie quotidiane: un dispositivo che ci sospende e ci induce a una riflessione costante sul linguaggio, sulla capacità dell'uomo di elaborare momenti tensivi e dal carattere gratuito, non collegati necessariamente alla produttività. La danza è qualcosa che si rinnova continuamente di fronte al mondo, ponendosi in dialogo con i gesti quotidiani e trasfigurandoli. La danza ci aiuta a non abituarci alle vicissitudini del mondo e dei suoi abituali modi di stare. La danza desta il 'parcheggiare del corpo' . L'abitudine ci costringe all'arresa del corpo in solite posizioni che annullano, appiattiscono  la linfa  che scorre vivida dentro il vivente. Tuttavia appunto la danza , contribuisce  a risvegliare il letargo del linguaggio verbale e non verbale. 

 

English Version 

Today, November 27, on the 50th anniversary of Pier Paolo Pasolini's death, the Pergola Theater in Florence offered a taste of ‘Le ceneri di Gramsci’ (The Ashes of Gramsci), Pasolini's poem of the same name contained in the collection ‘Il vangelo secondo Matteo’ (The Gospel According to Matthew), interpreted by international choreographer Virgilio Sieni. The dance performance invited reflection.

What struck the audience most upon entering the parterre was the new, limited geographical space in which the spectators had to get used to being while watching Sieni. In fact, this time the parterre occupied part of the stage, dominated by red canvas chairs on which the audience sat. The parterre is adjacent to, or rather inside, the stage. This is a deliberately ‘constructed’ theatrical technique, which invites the audience to feel less busy and less rigid in observing the artist's movements, which can make those watching them uncomfortable. Sieni, in fact, sways with the breath of observance, not detached. The artist wants to feel the people, their warm gaze that melts or stiffens when the movements become more or less acute. Perceiving the other becomes cuneiform matter, matter on which the artist manages to sculpt his gestures in the infinite steppe of his body and beyond.

Virgilio Sieni begins his original dance piece by standing centrally on the stage, with Pietro della Francesca's painting The Baptism of Christ projected behind him, in which he identifies the figures and movements of those standing bodies in a parsimonious dance of gestures. Just as in Pietro Della Francesca's painting, in which the figures are arranged to reveal flashes of light in different areas of the body, so the dancer moves in an articulated, fluid movement in which different parts of the body are highlighted. The art of his gestures consists precisely in highlighting those physical and mental shadows of becoming human every day. Light appears on stage: the luminous element that illuminates the body is a type of action that is also highlighted when all those meanders given by shadows, nocturnes, and small flashes appear. We all live by light, there is the light that illuminates us from outside and there is also an inner light... light serves precisely to illuminate human beings, to make them aware, and thus to ensure that they are present to the events of the world and of their own time.

Here, then, the contemporary is a mixture of past, present, and future. It is a continuous nostalgia that dwells at the heart of existence. The past calls to us, appealing to what follows our time. The contemporary presents itself to us whenever we want to come to terms with the past. How can a timeless author such as Pasolini not enter into everything that represents the fabric of a body, the essence of an artist? Dance thus becomes a verbal language within which the movements that help us not to park the body or the word are circumscribed. Dance, therefore, is a device that could save us from everyday pathologies: a device that suspends us and induces us to constantly reflect on language, on man's ability to process tense and gratuitous moments, not necessarily linked to productivity. Dance is something that is constantly renewed in front of the world, entering into dialogue with everyday gestures and transfiguring them. Dance helps us not to become accustomed to the vicissitudes of the world and its habitual ways of being. Dance awakens the ‘parking of the body’. Habit forces us to surrender our bodies to usual positions that cancel out and flatten the lifeblood that flows vividly within the living. However, dance contributes to awakening the lethargy of verbal and non-verbal language.

 

 

 

Nota dell'autrice: Questo articolo nasce come riflessione personale e analisi filosofica sull'opera di Virgilio Sieni in Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni. Ogni riferimento al lavoro originale è volto esclusivamente alla celebrazione e alla critica costruttiva della performance. I diritti dell'opera appartengono ai rispettivi autori.

Performance vista il: 27-11-2025  Luogo: Teatro della Pergola, FI

 

Author’s Note: This article is intended as a personal reflection and philosophical analysis of the work of Virgilio Sieni in Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni. All references to the original work are made solely for the purpose of celebration and constructive critique of the performance. All rights to the work belong to its respective authors.

Performance attended on: 27-11-2025 > Venue: [Teatro della Pergola, FI)]

Translated with DeepL.com (free version)

 

 

 


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